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Riceviamo... e pubblichiamo

:: 29/12/2006 - 11:06

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LA QUESTIONE ACQUA. LA REPLICA DI NICOLA GIANNELLI

La lettera dell'ing.Bardi (che non si presenta ma su internet compare come
tecnico Cispel-Confeservizi) contiene molte informazioni tecniche corrette,
almeno secondo le relazioni del Comitato di Vigilanza sulle Risorse Idriche
del Ministero dell'Ambiente. Egli aggiunge però delle considerazioni
politiche personali. Parte dalla premessa che i soldi per gli investimenti
infrastrutturali non possano in alcun modo derivare dalle tasse ma debbano
scaturire dalla tariffa. In effetti il bilancio dello Stato è assai
precario, come lo era nel 1994 (ricordo che nel settembre 1992 il governo
Amato salvò per un pelo lo Stato dalla bancarotta). Però siccome la
decisione di passare dal finanziamento pubblico al finanziamento a tariffa
ha natura squisatamente politica ed è accompagnata da analoga strategia di
finanziamento di molti altri servizi pubblici locali e nazionali queste
operazioni dovrebbero essere rese chiare ai cittadini. L'altra
considerazione politica è che il servizio idrico non possa essere gestito
tenendo fuori i comuni. Giancarlo Galli mi ha raccontato che Beniamino
Andreatta, allora ministro del Tesoro, chiamato in audizione presso la
Commissione Ambiente, commentò: "avete delle belle idee ma se queste cose le
lasciate in mano ai comuni non verrà fuori niente di buono, perchè i comuni
non hanno un'ottica industriale". Questa profezia si è in parte avverata e
in parte no. Ci sono casi di gestione industriale da parte dei comuni. Ma
quello che secondo me (considerazione politica mia) non va bene è che i
comuni facciano tutte le cose: programmazione, gestione e controllo. La
programmazione e il controllo potrebbero essere affidate ad organi tecnici
seri, nei quali compaiano anche i comuni, le province e la regione, ma nei
quali esistano anche canali seri di rappresentazione degli utenti che
attualmente non esistono perchè si ritiene che gli utenti siano
rappresentati dai comuni (!).
La gestione non può che essere affidata a gara perchè così ormai prevede la
giurisprudenza delle Corte di Giustizia Europea (a prescindere dal progetto
di legge Lanzillotta) e l'escamotage dell'affidamento diretto in house è di
fatto vietato dalla sentenza Parking Brixen del 2005. Niente vieta che alla
gara si possa presentare anche un soggetto di diritto pubblico, come un
consorzio di comuni o un'azienda speciale ma la storia recente ci dimostra
che con queste formule non è facile far venir fuori dal niente un gestore di
servizi che funzioni. Ci vorrebbe una storia istituzionale di successo. In
questo caso, comunque, i comuni proprietari andrebbero esclusi dall'ente di
controllo. Il controllo già lo esercitano con la proprietà. In alternativa
la Regione può costituire un apposito Ente di gestione dei servizi idrici,
dotato di capitale regionale, che concorra alla gara.
Ma a mio avviso non bisogna aver paura dei privati. Bisogna aver paura delle
cose fatte male, delle alleanze di interesse, dei contratti di concessione
che non mettono precisi paletti e non impongono precise sanzioni in caso di
inosservanza, della rappresentanza di interessi diversi da quelli dei
cittadini.
C'è però un problema economico enorme: quale privato prenderebbe in gestione
un ente con una pianta organica irrazionale (la legge obbliga a farsi carico
dei lavoratori indicati dai comuni come addetti ai servizi idrici), che per
contratto deve fare un piano di investimenti enorme su delle strutture non
in proprietà ma in concessione e obsolete che le banche non accetteranno in
garanzia, con una tariffa che potrebbe non coprire l'ammortamento
pluriennale dei costi di investimento? Solo un privato interessato "ad
altro", a guadagni politici o sugli appalti. Oppure un privato intenzionato
a rinviare la questione degli investimenti nei primi anni di gestione e
comportarsi in modo opportunistico all'avvicinarsi della scadenza della
concessione sapendo che non gli verrà rinnovanta per inottemperanza.
Quindi o si separa la questione della gestione da quella degli investimenti
o non si avrà una gestione razionale. In Lombardia ci hanno provato: hanno
progettato di scorporare dai comuni tutte le strutture per affidarle ad un
ente di diritto privato ma di proprietà pubblica (ma era meglio un ente
pubblico, tanto più che la legge impedisce di privatizzare) che avrebbe
curato gli investimenti e conferito a gara i servizi. Soluzione
interessante, ma un'alleanza inedita tra consiglieri regionali di
centrosinistra e sindaci di centrodestra a fatto saltare la proposta pochi
giorni fa... Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!
Comunque è una proposta ancora in campo: ripubblicizzare la gestione degli
investimenti e fare la gara per la gestione. Peccato che siamo in Italia,
paese dove appalti e corruzione vanno a braccetto!

Cordiali saluti, Nicola Giannelli



Egregio Palumbo,

ho ascoltato (e riascoltato) Interview del 6/2 u.s. con grande interesse venendo da un’esperienza di lavoro trentennale in Fiorentinagas e poi Toscana Energia, ed essendomi occupato negli ultimi tempi di strategie. Nel corso della carriera ho avuto anche modo di occuparmi di ciclo delle acque, poiché, come forse le è noto, Fiorentinagas ha gestito il settore nel Chianti fiorentino e senese per una decina d’anni ed io ho trattato e concluso gli accordi con i Comuni per l’acquisizione delle concessioni.

Mi hanno colpito sinteticamente i seguenti fatti:

Pistelli e D'Antonio hanno espresso opinioni pressoché diametralmente opposte sulla modalità di gestione, S.p.A. addirittura quotata il primo, gestione pubblica il secondo, dimostrando che almeno uno dei due è in errore, ma soprattutto che i politici hanno il brutto vizio, denunciato da Giannelli in Bene bene Male male del 26/1, di non fare alcun uso dei risultati delle indagini fatte dai tecnici.

Tant’è che sono stati entrambi smentiti, implicitamente o esplicitamente, dallo stesso Giannelli che ha fatto rilevare l’inutilità di creare holding, e quindi tanto meno quotarle, senza un preventivo assestamento dei bilanci dei singoli settori e, dall’altra parte, l’assoluta incapacità dei comuni di gestire direttamente servizi a rete, ed in particolare quello dell’acqua, testimoniata dalla necessità di approvare la legge Galli nel ’94 a fronte di uno stato disastroso delle reti e degli impianti che può essere riassunto con : perdite medie 40% (40% anche in toscana) con punte nazionali del 70%, età media tubazioni di distribuzione 30 anni (anche in Toscana), qualità al rubinetto pessima, investimenti necessari 100.000 Miliardi Lire ovvero 52 Mld€ a metà ’90 (di cui circa 3 Mld€ in Toscana) e poco meno di 62 Mld€ a metà 2007 (dati Blue Book ANEA Utilitatis 2007)

È proprio da questi dati che a mio avviso bisogna partire per cercare di far chiarezza sulle strade da seguire:

la risorsa è pubblica e tale deve rimanere per garantirne una gestione equa e solidale
gli investimenti sono necessari e non rimandabili per eliminare lo scandalo delle perdite che è sia ecologico, per l’enorme spreco di una risorsa vitale, che economico, perché si tratta di acqua trattata e spinta in rete con forti costi energetici
gli investimenti sono imponenti in valore assoluto ma si aggirano sui 40 €/anno per abitante su 30 anni e quindi non proibitivi come detto da D’Antonio, sempre che sia chiaro a tutti il punto precedente
nessuno è disposto a fare investimenti in questa misura, o quanto meno al 90%(v. Co.Vi.Ri. Rapporto sullo stato dei servizi idrici 2007 pag. 71), senza avere in cambio o un servizio migliore, essendone diretto fruitore, o una equa remunerazione, come gli azionisti anche diffusi di una S.p.A., o come i residenti, anche non fruitori, attraverso il Comune azionista, o come i cittadini a livello più ampio attraverso gli interessi a favore dello stato praticati per es. dalla Cassa Depositi e Prestiti
sia chi investe che chi è solo fruitore o solo cittadino si aspetta che il gestore faccia gli investimenti in maniera corretta (vedi riferimento di Giannelli all’interesse delle cosiddette società private, spesso controllate da Comuni o Stato, agli appalti e non agli investimenti) e gestisca il servizio in modo efficiente, autofinanziandosi e remunerando equamente il capitale e il debito
solo con queste premesse verrebbero garantite tariffe inattaccabili sia sotto il profilo politico che economico ma che ovviamente dovrebbero in media raddoppiare rispetto alle attuali, allineandosi con la media delle tariffe estere, pur tenendo conto dei risparmi relativi alla riduzione delle perdite
Un gestore direttamente pubblico o totalmente partecipato dai Comuni riuscirebbe a garantire quanto sopra? Mi pare che la risposta di Giannelli sia stata chiaramente per il no ed anche in base alla mia esperienza non posso che ribadirla con forza aggiungendo solo che:

l’incapacità di controllo dei Comuni è di ordine generale e non si esprime solo nei confronti delle partecipate delle quali spesso non si sanno leggere i bilanci, ma addirittura delle controllate quando il socio di minoranza sia il cosiddetto partner industriale ed ancor più in caso di partecipazione totale, vista l’obbligata totale fiducia verso gli amministratori
il controllo dei cittadini sulle gestioni dirette potrebbe aver luogo solo attraverso gli strumenti elettorali riducendosi praticamente a zero
sia in caso di gestioni dirette che totalmente partecipate il conflitto d’interessi fra Comuni ed Autorità d’Ambito sarebbe macroscopico
Restano pertanto due soluzioni possibili:

una gestione totalmente privata, cioè delegata a soggetti, tipicamente S.p.A., i cui soci, ancorché pubblici, siano lontani dal territorio di riferimento
una gestione mista fra soggetti di cui sopra ed enti pubblici locali, tipicamente i Comuni di riferimento
La prima soluzione è a mio avviso impraticabile, specialmente in Toscana, per ovvi motivi di politica industriale regionale. Avrebbe il vantaggio di risolvere il conflitto di interessi fra gestore ed Autorità d’ambito ma, in un quadro di debolezza di controlli da parte dei Comuni e, di conseguenza, della stessa Autorità, delegherebbe ai gestori troppi poteri, se non sulle tariffe, sulle modalità di gestione (appalti, gestione del personale etc.) per periodi lunghissimi.

La seconda è quella privilegiata attualmente nella nostra regione ma, come bene illustrato da Giannelli, richiederebbe la rimozione di vincoli che fanno capo essenzialmente ai Comuni e che giocano negativamente a partire dai metodi di scelta del partner industriale, spesso basati su gare dai capitolati approssimativi se non sulla chiamata diretta, nonché la presenza di un Autorità veramente terza con poteri sanzionatori che fosse in grado di controllare tempestivamente la gestione esercitata da qualsiasi soggetto e di utilizzare convenientemente strumenti incentivanti l’efficienza.

In conclusione il focus del problema non è tanto nelle formule gestionali, alle quali in Toscana giocoforza devono partecipare i Comuni, quanto nella capacità degli stessi, politica, amministrativa e tecnica, di far passare ai cittadini il messaggio chiaro di una risorsa da salvaguardare e da gestire al meglio, con la consapevolezza che l’inevitabile aumento delle tariffe non paga inefficienze ma investimenti necessari e gestioni corrette di cui gli stessi Comuni si fanno garanti in quanto essi stessi partecipi della gestione con l’autorità e la competenza necessarie.

A disposizione per qualsiasi chiarimento, colgo l’occasione per farle i miei complimenti per l’attività di Controradio e le porgo i miei più

cordiali saluti.

Brunetto Bardi

Ing. Brunetto Bardi
___________________________________


----- Original Message -----
From: "palestinetoday1"
To: "k_malawni"
Sent: Thursday, January 08, 2009 8:17 PM
Subject: For Publication:Day 13 of Israeli War On Gaza


See the Attached
Day 13 of Israeli War On Gaza
Death toll 770, injured 3200 and most of them Civilians

Have a look on my story about Gaza Children!
http://news.sky.com/skynews/Home/The-Innocent-Child-Victims-of-The-Gaza-War/Media-Gallery/200901215199483?lpos=Home_News_in_Picture_Home_Region_0&lid=GALLERY_15199483_The_Innocent_Child_Victims_of_The_Gaza_War


By: Sameh A. Habeeb

Dear Editors, Journalists and Friends,
I have got three calls from anonymous persons stop blogging or I
would be killed. Yet, I would keep on this track. Some of you do
wonder how I send news in such conditions. I really suffer a lot to
send you this update due to lack of power. I go around 4 kilo meters
a day in this cruel war where I charge my laptop battery to be able to
send this work! This is very risky since shells rain down and drones
hover over me! I will keep this up.
This is a new report for the 13th day of Gaza War and the outcomes of
Israeli invasion. For more reporting, breaking news, interviews and
accounts in Gaza, you could reach me on my contact info below. Please
try both numbers below because there is a big problem in communication
resulted in Israeli power cuts.
I'm available 24 hours for media coverage in occupied Gaza. You could
reach me any time in my house. welcome to call me on this number in
the night: Landline: 0097282802825

PLEASE: FORWARD THIS EMAIL IN SIPPORT OF THE OTHER SIDE OF THE STORY!

Mob: 00972599306096
Landline: 0097282802825
E-mail: Sam_hab@hotmail.com
Sameh.habeeb@gmail.com
Skype: Gazatoday, Facebook: Sameh A. habeeb
Web: www.gazatoday.blogspot.com
Daily Photos:http://picasaweb.google.com/sameh.habeeb

Please, make sure you forward this email to those who you feel are
interested in this matter.
Day 13 of Israeli War On Gaza
Death toll 770, injured 3200 and most of them Civilians
By Sameh A. Habeeb, A Photojournalist, Humanitarian & Peace Activist
in Gaza Strip.
Deadly Outcomes of Israeli Ground Military Operation:

1-Israeli tanks move towards Abu Sha'er area, near Kosopheme area mid
of Gaza Strip.
2-An Israeli air raid in an open area in Gaza.
3-An air raid targeting the house of Mr.Sameeh El nady Middle area.
4-Shelling Deir El Balah police station.
5-An air strike targeting El Moghrarby Municipality.
6-Bombarding the house of zakout family(Al Aqsa Brigades) Beit lahia.
7-Destroying a five-storey building belonging to Mr.Merwan Akeel in Leit
lahia.
8-Air raid on the central police station which was hit on the first
day of this war.
9-Destroying a five-storey building belonging to Hawari family in El
Zaitoun neighborhood .
10-Tank Shelling of Abu Haduf area in Qarara, north of khanyounis.
11-Destroying a house belonging to Bawadi family in Jabalia.
12-Destroying a house belonging to Mr.Adnan Abu Shmaisa El Sawarha
area middle area.
13-Targeting with six rockets the police station in Bani Sohaila,
south of khanyounis.
14-Destroying the house of Mr.Mohammad El Sinwar(Qasam)Al Amal
neighborhood in Khanyounis.
15-launching six rockets on the border area.
16-Targeting a house in Al Joneinah neighbourhood in Rafah.
17-Partial destroying of El Sakhra, shopping area in Gaza.
18-Destroying a house belonging to Jondia family in shojae'a-Gaza.
19-Destroying a house belonging to Al Jabri family in shojae'a.
20-Shelling a house belonging to Shamia family in Jabalia-Refugee camp.
21-Bombarding a house in Rafah-near the East cemetery.
22-An air raid on two houses belonging to Joma and Fayez El Rahal in
Bait Lahia(four casualties)
23-Targeting two women with a missile south of Qarara.
24-Air raid on a house belonging to Abu Abeer, a key leader for
Popular Resistance Committees in Al sahaba street.
25-Bombardment of Adnan Shaw's house seven casualties one child dead
immediately.
26- Artillery shelling south Jabalia.
27-An air attack on a house in Jabalia.
28-Shooting at two vans belonging to UNRWA one injured and one dead.
29-Targeting a car by three missiles-Al Nafak street Gaza.
30-Four Jehad A ctivities killed north of Gaza.
31-Killing an Israeli soldier and injuring other 13 in clashes with
resistance men.
32-Besieging a house belonging to Abu Ghanima family in which several
family members were injured.
33-An air raid on a house in Gaza-Daraj neighborhood.
34-Preventing a ambulance and paramedics from getting the dead bodies
of the people killed north of Gaza.
35-Targeting 97 houses in Rafah.The inhabitants fled to UNRWA schools.
36-Shelling Al Nour Al Mohamad mosque, a two storey building in Al
Sheikh Redwan neighborhood.
37-Air raids on orchards and farms belonging to Al Wehaidi and Al
Sorani families.
38-Preventing ambulance men to rescue injured people in Al Zaitoun
Quarter east sout of Gaza City.
39-Clashes between résistance men and the Israeli army around
kosopheme crossing for 14 hours.
40-An Israeli vehicle was destroyed by Palestinian fighters and one
Israeli solider killed.
41-Targeting a group of unarmed citizen in Khanyounis.
42-Destroying a house belonging to Abu kwaik in Al Zaitoun neighborhood.
43-An air raid in meraj street near Raffah Municipalities-many
causalities are reported .
44-Destroying two houses in Rafah belonging to keshta family.
45-Killing the citizen, Jehad Kawareh in Khanyounis.
46-The death of a physician's wife and son in El Shuef area-south Gaza.
47-Intensive artillery shelling targeting El Sha'ef area east of Gaza City.
48-Shelling the houses of civilians at Al Zahra quarter by phosphorus
bombs.
49-Destroying a house belonging to Mr.Nour Baraka in Bani Sohaila Abassan.
50-UNRWA suspends its services as Israel kills one of its staff.
52-Bombings several targets east of Gaza City.
53-Palestinian paramedics and ambulances get Israeli fire.
54- Water is hardly accesses for hundreds of thousands in northern
areas and Gaza City.
55-Bread is no longer available and only 5 bakeries work out of 47.
56-Palestinian paramedics found 50 dead bodies in many destroyed
houses and open places. Thus, victims' number up to 770 persons.
57-Palestinian fighters launch around 20 rockets into Israeli civilians.
58-Gaza still plunges into deep darkness.
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Sameh A. Habeeb, B.A.
Photojournalist & Peace Activist
Humanitarian, Child Relief Worker
Gaza Strip, Palestine
Mob: 00972599306096
Tel: 0097282802825
E-mail: Sam_hab@hotmail.com
Sameh.habeeb@gmail.com
Skype: Gazatoday, Facebook: Sameh A. habeeb
Web: www.gazatoday.blogspot.com
Daily Photos:http://picasaweb.google.com/sameh.habeeb



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8.13